
Design che crea dipendenza: il commento del Prof. Giuseppe Riva sulle nuove misure UE
Le architetture persuasive delle piattaforme digitali non sono una semplice metafora, ma attivano meccanismi neurobiologici reali, simili a quelli coinvolti nelle dipendenze comportamentali. È quanto ha commentato il Professor Giuseppe Riva, direttore dello Humane Technology Lab dell’Università Cattolica, in un’intervista pubblicata sul Corriere della Sera dell’8 febbraio 2026, in relazione alle nuove posizioni espresse dalla Commissione europea sul design che crea dipendenza.
Secondo Riva, funzionalità ormai diffuse come scroll infinito, riproduzione automatica dei contenuti e sistemi di ricompensa intermittente stimolano il rilascio di dopamina nel circuito mesolimbico della ricompensa. Questo favorisce uno stato di “pilota automatico” cognitivo, riducendo il controllo volontario e deliberativo del comportamento e aumentando stress fisiologico e difficoltà di autoregolazione.
Il fenomeno è particolarmente critico per bambini e adolescenti. Come illustrato nel suo libro Crescere Connessi: una sfida per genitori e figli, la corteccia prefrontale – responsabile del controllo degli impulsi e della valutazione delle conseguenze a lungo termine – raggiunge la piena maturità solo intorno ai 20 anni. Nel frattempo, il sistema dopaminergico della ricompensa è già pienamente attivo e ipersensibile, creando una pericolosa asimmetria tra “acceleratore” e “freni” cognitivi.
Riva sottolinea inoltre come gli strumenti oggi offerti dalle piattaforme (limiti di tempo, pause, controlli parentali) abbiano un’efficacia clinica limitata, perché agiscono sul comportamento esterno ma non sui processi interni che alimentano l’uso compulsivo. Per ridurre in modo significativo i rischi sono necessari interventi strutturati sulle competenze cognitive ed emotive, come la terapia cognitivo-comportamentale, il training dell’autoregolazione e il supporto familiare.
In questo quadro, l’intervento dell’Unione Europea può evolvere in una vera misura di prevenzione sanitaria, paragonabile a quelle adottate per altre dipendenze, a condizione che venga interpretato come regolazione strutturale del rischio e non come semplice tutela del consumatore.
Un tema centrale per HTLab, che da anni studia l’impatto delle tecnologie digitali sui processi cognitivi, emotivi e decisionali, promuovendo uno sviluppo tecnologico realmente umano-centrico.
Leggi l’articolo completo sul Corriere della Sera:
Dipendenze dai social, lo psicologo Giuseppe Riva sugli effetti di Tik Tok e gli altri: «Meccanismi neurobiologici ampiamente documentati».
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